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Conto alla rovescia per il Decreto Comunità Energetica

Il ministro dell’ambiente annuncia: il Decreto Comunità Energetica è pronto. A breve verranno avviate le consultazioni pubbliche

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Il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto ha da poco annunciato come il Decreto Comunità Energetica sia sostanzialmente pronto. Al rientro dalla Cop 27 infatti, secondo le parole dello stesso Ministro, avrà modo di avviare la consultazione pubblica per condividerne i contenuti con tutti gli attori e gli stakeholder di riferimento.

Dichiarazioni quantomeno provvidenziali visto che arrivano subito dopo la manifestazione di Legambiente per spronare il Governo alla rapida emanazione del Decreto comunità energetiche che si è tenuta a Roma qualche giorno fa. Al sit-in hanno preso parte la Rete delle Comunità Energetiche Solidali, Kyoto Club, Free, Next, comuni, associazioni e imprese di tutta italia. L’obiettivo della manifestazione è stato chiaro fin da subito: chiedere il superamento dei ritardi e degli ostacoli che stanno attualmente bloccando una delle forme più interessanti di autoconsumo condiviso. 

Per dover di cronaca dobbiamo inoltre riportare che alla manifestazione aveva partecipato anche Vannia Gava, Viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (ex Transizione ecologica). Proprio da lei sono arrivate le prime rassicurazioni sul Decreto Comunità Energetica.

Abbiamo quindi esaminato le dichiarazioni dell’attuale ministro dell’Ambiente e della sua Viceministra cercando di fare chiarezza sull’attuazione delle C.E.R. e sullo stato di avanzamento dei lavori per il Decreto Comunità Energetica.

Decreto Comunità Energetica: le dichiarazioni del viceministro Vannia Gava

Prima di parlare del Decreto Comunità Energetica, il viceministro Vannia Gava, ha definito la questione delle CER come:

“prioritaria per l’azione di governo, in quanto elemento centrale nella diversificazione delle fonti energetiche e nella promozione e diffusione di rinnovabili, per la decarbonizzazione e la neutralità climatica”.

Dopo questa importante rassicurazione sul Decreto C.E.R. ha anche spiegato i motivi del ritardo. Esso infatti era stato previsto dalla legge di recepimento della Direttiva RED II ed era atteso per giugno 2022. In particolare, secondo la viceministra, il processo è rallentato a causa del coinvolgimento, nella stesura del decreto, di tutti gli attori interessati, in particolare con ARERA. Inoltre, la consultazione dell’Authority

“avviata quest’estate, è in conclusione e l’esito è previsto per la fine della settimana. Inoltre, il meccanismo di incentivazione è stato sottoposto al vaglio della Commissione europea nella definizione del quadro degli aiuti di Stato, che dovrà confermare anche la possibilità di assegnare i 2,2 miliardi ai piccoli comuni nella forma di contributo a fondo perduto”.

Decreto CER, a breve la consultazione pubblica

Arrivati a questo punto una domanda è d’obbligo: Cosa conterrà il Decreto Comunità energetica?

Il Decreto dovrebbe contenere alcuni fondamentali elementi regolatori per i prosumer nazionali. In particolare, la normativa dovrebbe ampliare la richiesta degli incentivi per l’autoconsumo anche alle comunità rinnovabili con 1 MW di potenza installata.

Sempre secondo la viceministra:

“la collaborazione e l’attività di consultazione permetteranno di adottare, entro brevissimo, un decreto attuativo che fornirà agli operatori un quadro normativo completo e definitivo, per dare un via libero certo alle comunità energetiche rinnovabili, senza vincoli futuri”.

Le dichiarazioni del ministro Pichetto

Sul tema del Decreto C.E.R. è intervenuto anche il ministro Gilberto Pichetto. Riportiamo le sue parole qui di seguito:

“Il decreto è pronto […] e al mio rientro dalla COP27 di Sharm avrò modo di avviare la consultazione pubblica per condividerne i contenuti con tutti gli attori e gli stakeholder di riferimento e acquisire in modo trasparente le proposte. Avvierò al contempo un dialogo costruttivo con gli altri soggetti istituzionali per assicurare la migliore attuazione delle misure incentivanti anche a valere su Pnrr”.

Le dichiarazioni raccolte alla manifestazione di Legambiente

Nel frattempo, le voci dei partecipanti alla manifestazione di Legambiente di qualche giorno fa si sono unite per chiedere una rapida approvazione del Decreto Comunità Energetica. 

Ad esempio, Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, ha affermato:

“Il nuovo Governo acceleri subito sullo sblocco dei progetti ancora fermi al palo e sulla pubblicazione degli strumenti necessari per dare risposte alle numerose Cer ancora in attesa”.

ed ancora:

“È inaccettabile – ha aggiunto Ciafani – la mancanza dei decreti attuativi, in particolare quello sugli incentivi da parte del Mase, il ritardo di Arera sull’emanazione delle regole attuative di sua competenza”, senza dimenticare “le difficoltà nel ricevere dai distributori locali le informazioni necessarie a identificare l’ambito di sviluppo delle Cer, i ritardi del Gse nell’iter di registrazione presso il proprio portale e nell’elargizione degli incentivi, i preventivi onerosi per gli allacci alla rete”

 

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Sblocco delle comunità energetiche: le associazioni in piazza

Le associazioni in piazza di fronte alla sede del ministero dell’Ambiente per chiedere lo sblocco delle comunità energetiche. Nel frattempo il ministro rassicura tutti: “Il decreto è pronto, a breve la consultazione pubblica sui contenuti”

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Sono giunte forti e chiare, all’orecchio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) Gilberto Pichetto Fratin le richieste per lo sblocco delle comunità energetiche.

I rappresentanti di Legambiente insieme alla Rete delle Comunità Energetiche Solidali, Kyoto Club, Free, Next, comuni, associazioni, imprese e enti aderenti si sono infatti dati appuntamento proprio davanti alla sede del dicastero. Una volta trovatisi li hanno messo in scena una protesta di comune accordo per ottenere lo sblocco delle Comunità Energetiche (ne parliamo anche qui). A questo proposito un comunicato di Legambiente riporta queste dure parole:

“In Italia le comunità energetiche rinnovabili non trovano terreno fertile, sotto scacco di ritardi burocratici e mancanza delle regole attuative. Nonostante queste siano, a tutti gli effetti, uno strumento efficace e una soluzione utile e concreta per contrastare il caro bollette, l’emergenza climatica e la povertà energetica”.

Il ministro Pichetto non ha quindi potuto fare finta di niente cercando di ignorare quanto stava avvenendo alle porte del suo dicastero. Ha infatti rilasciato delle dichiarazioni cercando di tranquillizzare la folla in cui ha rassicurato sul fatto che il Decreto Comunità Energetica fosse praticamente pronto. Per chi non lo sapesse infatti, al momento, una delle cose a frenare lo sviluppo delle Comunità Energetiche è proprio la mancanza dei decreti attuativi (come questo citato dal ministro di cui parliamo qui).

Lo sblocco delle Comunità energetiche passa attraverso il superamento di difficoltà tecniche e burocratiche

La protesta per lo sblocco delle comunità energetiche è solo uno degli ultimi atti di questa telenovela. Infatti la richiesta di

“accelerare la conclusione dell’iter necessario per permettere in Italia lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili ma anche di adoperarsi per superare tutte le difficoltà tecniche e burocratiche che impediscono lo sviluppo del vero potenziale ambientale, economico e sociale, oltre a quello strutturale per la rete elettrica in termini di alleggerimento”

non è arrivata certo in quest’ultimo periodo sul tavolo del Ministero dell’Ambiente o della Transizione Ecologica.

In particolare, il primo nodo da sciogliere è il recepimento della RED II, la direttiva comunitaria che contiene i principi regolatori delle comunità energetiche a cui devono attenersi gli Stati membri. Tale recepimento, da attuare attraverso un Decreto ad hoc, era atteso a giugno 2022, ma fino ad oggi non si hanno più avuto notizie a riguardo.

Durante la manifestazione per lo sblocco delle comunità energetiche però è intervenuta il viceministro all’ambiente Vannia Gava dichiarando che il decreto “di sblocco” delle CER sarà approvato in tempi brevi. E che questo decreto venga approvato a breve ce lo auguriamo anche noi visto che alla luce dell’attuale crisi energetica, la posta in gioco è sempre più importante.

Talmente necessario che, secondo il presidente di nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, è necessario cambiare rotta al più presto superando gli inaccettabili ritardi e ostacoli che tengono in ostaggio le comunità energetiche rinnovabili. L’Italia non può di certo permettersi di sottovalutare questa importante opportunità volta a contrastare il caro energia ma anche ad abbandonare le fonti fossili con conseguenti vantaggi per il clima. La realizzazione di tanti impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili e delle comunità energetiche è quindi fondamentale.

Valore sociale ed economico

C’è poi un altro aspetto legato alle CER, ovvero l’importante ruolo che possono giocare in aree con maggiori criticità sociali ed economiche. Grazie allo sblocco delle comunità energetiche infatti le periferie delle grandi città e le aree colpite da terremoti e da eventi estremi potrebbero risollevarsi in tempi più rapidi.

Sempre secondo Legambiente ogni giorno di ritardo è solo uno spreco di tempo e di energia. Pertanto la richiesta al nuovo governo di accelerare subito sullo sblocco delle CER pubblicando gli strumenti necessari è sempre più urgente.

In particolare, per Legambiente e gli altri promotori della protesta sono inaccettabili.

“la mancanza dei Decreti Attuativi, in particolare quello sugli incentivi da parte del MASE, il ritardo di ARERA sull’emanazione delle regole attuative di sua competenza, le difficoltà nel ricevere dai distributori locali le informazioni necessarie a identificare l’ambito di sviluppo delle CER, i ritardi del GSE nell’iter di registrazione presso il proprio portale e nell’elargizione degli incentivi, oltre che i preventivi onerosi per gli allacci alla rete”.

Un quadro drammatico della situazione che è stato ben dipinto dal dossier di Legambiente dal titolo “I blocchi allo sviluppo delle comunità energetiche”. Secondo questo dossier infatti, su 100 comunità energetiche che sono mappate fino a giugno 2022 sul sito comunirinnovabili.it, appena 16 sono riuscite ad arrivare a completare l’iter di attivazione presso il GSE. Di queste 3 soltanto 3 hanno ricevuto i primi incentivi statali.

Le dichiarazioni delle istituzioni sulle sblocco delle C.E.R.

Dopo le prime rassicurazioni del viceministro Gava sullo sblocco delle Comunità Energetiche è arrivata la presa di posizione del titolare del dicastero dell’Ambiente:

“Prendo atto delle sollecitazioni di Legambiente sulla necessità di un rapido avvio del nuovo decreto per incentivare le comunità energetiche rinnovabili. Il decreto è pronto, a valle del coordinamento con ARERA, e al mio rientro dalla COP27 di Sharm El-Sheikh avrò modo di avviare la consultazione pubblica per condividerne i contenuti con tutti gli attori e gli stakeholder di riferimento e acquisire in modo trasparente le proposte”.

Il ministro ha poi comunicato l’intenzione di avviare un dialogo costruttivo con gli altri soggetti istituzionali per assicurare la migliore attuazione delle misure incentivanti anche a valere su PNRR. Questo perché. sempre secondo il ministro le:

“comunità energetiche rinnovabili: sono il segnale di una auto-organizzazione economica ed ecologica sul territorio e costituiscono un forte sviluppo per la diffusione delle energie rinnovabili. È una nostra priorità, lo è sempre stata, soprattutto in questo momento emergenziale in cui stiamo vivendo un problema con il caro energia”.

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Al via le consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili di ARERA

Con la pubblicazione del documento “Orientamenti in materia di configurazioni per l’autoconsumo previste da Decreto Legislativo 199/2021 e dal Decreto Legislativo 210/2021” prendono il via le consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili di ARERA

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ARERA (Autorità di regolamentazione per energia reti ambiente) ha da poco pubblicato un attesissimo documento che riguarda le C.E.R. Con il documento “Orientamenti in materia di configurazioni per l’autoconsumo previste da Decreto Legislativo 199/2021 e dal Decreto Legislativo 210/2021” possono prendere il via le le consultazioni per le Comunità energetiche rinnovabili (CER).

Il documento, consultabile qui, definisce gli orientamenti dell’autorità in merito ai seguenti punti:

  • L’aggiornamento del Testo Integrato Sistemi Semplici di Produzione e Consumo (TISSPC) per effetto della nuova definizione introdotta per identificare tali sistemi;
  • l’aggiornamento del Testo Integrato Sistemi di Distribuzione Chiusi (TISDC) per tenere conto della possibilità di realizzare nuovi Sistemi di Distribuzione Chiusi (SDC);
  • l’innovazione della regolazione attualmente vigente  in via transitoria, per la valorizzazione dell’autoconsumo realizzato tramite gruppi di utenti in edifici o condomini o nell’ambito delle comunità energetiche. Ciò servirà a tenere conto delle nuove definizioni e dei nuovi perimetri (autoconsumo diffuso).

Sono in molti ad essere concordi che le C.E.R. siano fondamentali per abbattere i costi delle bollette di famiglie, enti pubblici ed imprese. Per questo, abbiamo cercato di fare il punto sulle consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili di ARERA qui di seguito.

Consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili: i presupposti di ARERA

Prima di analizzare queste consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili di ARERA è bene partire dall’inizio, ricordando brevemente quali sono gli obiettivi che l’Agenzia intende raggiungere. Obiettivi che sono completamente rintracciabili nel documento “Obiettivo Strategico OS21” individuato dalla stessa agenzia e che abbiamo riassunto qui di seguito:

  • Adeguare il mercato elettrico alla transizione energetica e all’integrazione dei mercati europei. In questo processo dovranno essere garantiti sufficienti livelli di flessibilità e adeguatezza al sistema parallelamente allo sviluppo degli impianti di generazione rinnovabile a livello decentrato, della capacità di stoccaggio, delle nuove forme di autoconsumo, anche in forma collettiva, e della partecipazione attiva dei consumatori.
  • Implementare la normativa europea in materia di energie rinnovabili e mercato interno dell’energia elettrica con una migliore integrazione tra la disciplina del dispacciamento nazionale e i mercati integrati europei.
  • Favorire nel percorso di transizione energetica lo sviluppo di mercati a termine per garantire i necessari livelli di adeguatezza del sistema.
  • Monitorare attentamente l’evoluzione del mercato per adeguare, ove opportuno, la disciplina del mercato delle capacità dei sistemi di accumulo necessari per garantire la copertura del carico. 
  • Adeguare la regolazione vigente in materia di connessioni alle reti elettriche degli impianti di produzione, dei regimi commerciali speciali per gli impianti di produzione e degli strumenti incentivanti per quanto compete all’Autorità.
  • Modificare il settlement, per accompagnare adeguatamente le modifiche al mercato rafforzando gli strumenti di monitoraggio dei mercati all’ingrosso anche in attuazione di REMIT.

Le linee di intervento di ARERA

Individuati gli obiettivi, ARERA ha potuto dare il via alle consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili individuando alcune linee di intervento che riportiamo qui di seguito.

Innovazione regolatoria del servizio di dispacciamento ai fini della transizione energetica

Con il progressivo venir meno delle risorse, che storicamente hanno erogato i servizi ancillari (in particolare gli impianti termoelettrici), occorre fare in modo che tali servizi siano erogati da altre unità (di produzione o di consumo) anche in forma aggregata, tramite i rispettivi BSP11.

Serve inoltre valutare l’opportunità di innovare le modalità di approvvigionamento e di remunerazione dei servizi ancillari già esistenti, affinché siano più efficaci, stante il nuovo contesto.

Serve, infine, introdurre nuovi servizi (e le rispettive modalità di remunerazione), che potrebbero diventare necessari in futuro, a causa del progressivo venir meno degli impianti termoelettrici.

Completamento dell’innovazione regolatoria

L’obiettivo di questa attività è quello di garantire la compatibilità della disciplina del dispacciamento nazionale con i mercati integrati europei.

Occorre completare le modalità di coordinamento tra i mercati dell’energia (in particolare MI) e il MSD, tenendo conto del quadro normativo europeo, con particolare riferimento allo spostamento della gate closure all’ora che precede quella a cui si riferisce l’oggetto della negoziazione. Occorre altresì completare l’armonizzazione e la condivisione dei servizi necessari, a garantire la sicurezza del sistema (servizi ancillari, in particolare il bilanciamento).

Consultazioni Comunità Energetiche Rinnovabili: Evoluzione delle normativa finalizzata a garantire l’adeguatezza del sistema elettrico

L’adeguatezza del sistema elettrico dovrà essere garantita adeguando il capacity market, oltre che facendo gestire a soggetti terzi i sistemi di accumulo necessari per garantire la copertura del carico, in un contesto sempre più caratterizzato da fonti rinnovabili variabili.

In questo modo si andrà anche verso una revisione del ruolo dei distributori di energia elettrica, sia in termini di facilitatori neutrali nell’approvvigionamento di servizi ancillari globali, sia in termini di acquirenti di servizi ancillari locali. L’obiettivo è quello di garantire un miglior esercizio della propria rete, nel nuovo contesto di produzione (crescita della generazione diffusa) e consumo (crescita dei consumi elettrici anche per effetto di soluzioni di efficientamento e diffusione delle auto elettriche).

Per questo, occorre anche revisionare la disciplina di separazione funzionale delle attività (unbundling), per rafforzare l’indipendenza del distributore, dal gruppo verticalmente integrato di appartenenza, anche in vista della rimozione dei servizi di tutela.

Infine si dovrà provvedere anche ad un adeguamento del settlement per tenere conto delle innovazioni e garantire un funzionamento efficiente del mercato e la corretta trasmissione dei segnali di prezzo. In particolare, le innovazioni saranno necessarie sia per tenere conto dalla progressiva disponibilità dei dati di misura trattati su base oraria (anche in relazione all’energia immessa e prodotta), sia per il progressivo venir meno dell’Acquirente Unico, in qualità di utente del dispacciamento per la maggior tutela.

Evoluzione della regolazione relativa alla valorizzazione delle diverse forme di autoconsumo

Per raggiungere questo obiettivo è necessario dare attuazione a quanto previsto dai decreti legislativi 8 novembre 2021, n. 199 e n. 210 in materia di sistemi semplici di produzione e consumo, sistemi di distribuzione chiusi, forme di autoconsumo collettivo e Comunità energetiche.

Inoltre è necessario prevedere ulteriori evoluzioni o aggiornamenti della regolazione ai fini della transizione energetica sulle seguenti tematiche:

  • garanzie d’origine,
  • regimi commerciali speciali per i produttori di energia elettrica,
  • strumenti di incentivazione delle fonti rinnovabili e ai certificati bianchi per quanto di competenza dell’Autorità,
  • regolazione tecnica e procedurale per le connessioni alle reti elettriche
  • innovazione del dispacciamento per le isole non interconnesse.

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Impianto fotovoltaico obbligatorio per edifici residenziali, commerciali e pubblici

Impianto fotovoltaico obbligatorio per edifici residenziali, commerciali e pubblici: da quando e perché?

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Il piano REPower EU (di cui abbiamo parlato qui), annunciato in questi giorni dalla presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, si appresta ad introdurre novità epocali in tema di fotovoltaico.

Il piano prevede infatti l’introduzione di un obbligo impianto fotovoltaico per tutti gli edifici di nuova costruzione. In particolare per quelli pubblici e commerciali, l’obbligo dovrebbe entrare in vigore nel 2025, mentre per quelli residenziali la scadenza è nel 2029. In concomitanza dovrebbe verificarsi arrivare anche la velocizzazione degli iter burocratici che concedono le autorizzazioni per la realizzazione di questo tipo di impianti.

Il piano Repower EU costituisce la risposta della Commissione Europea alla grave crisi energetica determinata dalla guerra tra Russia e Ucraina. Guerra che tutt’oggi, almeno per il momento, non accenna a volgere al termine. Ma il piano Repower EU non è stato approvato solo per questo motivo. Il piano si è reso necessario anche per far fronte alla crisi climatica che ogni anno si sta facendo sempre più drammatica.

Il piano ha quindi tre obiettivi fondamentali:

  • risparmiare energia,
  • diversificare i fornitori di combustibili fossili,
  • accelerare la transizione verso l’energia pulita investendo massicciamente nelle rinnovabili, anche rendendo obbligatori gli impianti fotovoltaici sugli edifici.

Le dichiarazioni di Ursula Von Der Leyen

La presidente della commissione Europea ha rilasciato dichiarazioni sul piano Repower EU, specialmente in merito all’ultimo punto affrontato qui sopra.

Secondo la presidente infatti, l’Unione Europea ha già le basi per affrontare una massiccia transizione ecologica investendo sulle rinnovabili. Esistono infatti piani come il Green Deal Europeo ed il Fit for 55 che devono essere portati ad un livello più alto per far diventare il vecchio continente, il più rapidamente possibile, indipendente dai combustibili fossili.

In particolare, la von der Leyen si è espressa così:

“REPowerEU  ci aiuterà a risparmiare più energia, ad accelerare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili e, soprattutto, ad avviare investimenti su una nuova scala”.

Il modo più rapido ed economico per affrontare l’attuale crisi energetica è il risparmio energetico. Per questo si cercherà di portare l’obiettivo di efficienza energetica dell’UE per il 2030 dal 9 al 13%.

In effetti il nuovo piano appena approvato dalla Commissione sembra incentivare il risparmio energetico attraverso diverse misure. Sono infatti previste delle misure fiscali incentivanti per il risparmio energetico, oppure aliquote IVA ridotte per sistemi di riscaldamento, isolamento termico, elettrodomestici e prodotti particolarmente efficienti in termini di consumo.

Investimenti sulle rinnovabili: impianto fotovoltaico obbligatorio

La Presidente della Commissione ha poi precisato alcuni aspetti relativi agli investimenti sulle Rinnovabili dichiarando che l’obiettivo per il 2030 è stato rialzato. Non più il 40% dell’energia totale prodotta da fonti rinnovabili, ma il 45%.

Ma come sarà possibile raggiungere questo obiettivo?

La risposta è semplice: tramite il fotovoltaico. In particolare, sarà adottata una strategia volta a raddoppiare la capacità solare fotovoltaico entro il 2025 e ad installare 600 GW entro il 2030.

Ecco che proprio anche per sostenere questo ambizioso obiettivo, si è scelto di sostenere questa iniziativa con azioni forti e decise. Fra queste, il piano REPower EU propone l’obbligo installazione impianti fotovoltaici su edifici commerciali a partire dal 2025, e residenziali dal 2029. Di pari passo è previsto anche un raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore e misure per integrare l’energia geotermica e solare termica nei sistemi di teleriscaldamento e comunali.

Infine vengono previste anche delle importanti accelerazioni per quanto riguarda le procedure autorizzativi per le rinnovabili. Oggi queste procedure sono particolarmente lunghe, dai 6 ai 9 anni per un parco eolico. Sarebbe quindi un risultato eccezionale ridurre queste tempistiche da un anno soltanto.

La situazione in Italia

​In Italia, secondo la legislazione vigente, gli edifici che saranno realizzati ex novo o sottoposti a ristrutturazione rilevante sulla base di un titolo abilitativo presentato a partire dal 13 giugno 2022, dovranno essere coperti da fonti rinnovabili per almeno il 60%.

Su questo fronte, il nostro Paese sta legiferando proprio in questi giorni per estendere le aree idonee alla installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e per velocizzare le procedure autorizzative.

Impianto fotovoltaico obbligatorio e comunità energetiche rinnovabili

Le comunità energetiche, o comunità di energia rinnovabile (CER), sono, dal punto di vista legale, dei soggetti autonomi composti da soci e/o utenti. Questi soggetti si trovano in genere in prossimità dell’impianto di produzione di energia rinnovabile. Da questa breve descrizione è quindi già possibile capire come comunità energetiche e fotovoltaico siano due concetti che si legano fra di loro.

I soggetti che ne fanno parte infatti, associandosi fra loro, decidono di mettere a disposizione le proprie risorse, come gli impianti fotovoltaici e le batterie di accumulo, con l’obiettivo di produrre ed auto-consumare l’energia che producono. In questo senso quindi, le comunità energetiche possono garantire un risparmio ancora maggiore a coloro che ne fanno parte.

Quella delle comunità energetiche inoltre, è una possibilità che, inserita nel contesto del fotovoltaico obbligatorio sui tetti delle nuove costruzioni, potrebbe avere un successo clamoroso. Ogni nuovo edificio commerciale ad esempio, potrebbe essere il fulcro per far nascere una nuova comunità energetica grazie all’impianto fotovoltaico sul suo tetto.

Pertanto possiamo affermare che l’obbligo del fotovoltaico sui tetti non può far altro che aprire la strada alla nascita di nuove comunità energetiche rinnovabili come Valore Comunity!

Comunità energetiche e autoconsumo collettivo: le nuove regole del GSE

Comunità energetiche e autoconsumo collettivo: alla scoperta delle nuove regole del GSE per la valorizzazione dell’energia elettrica condivisa

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Nelle pagine del nostro blog abbiamo riportato più volte le evoluzioni della normativa riguardante comunità energetiche ed autoconsumo collettivo. Ed anche in questo approfondimento ci accingiamo a fare lo stesso dal momento che il GSE ha aggiornato di nuovo le regole.

D’altronde, novità in merito erano attese da diverso tempo vista l’approvazione, sul finire dello scorso anno del decreto Red II (di cui avevamo parlato anche qui).

Abbiamo quindi riportato le ultime novità qui di seguito che puntano ad una sempre maggiore valorizzazione ed incentivazione dell’energia elettrica condivisa. Novità che appunto riguardano in particolare le regole tecniche per l’accesso al servizio sia per le comunità energetiche rinnovabili che i gruppi di autoconsumatori.

Novità comunità energetiche e autoconsumo collettivo

Il documento che contiene le novità sulle comunità energetiche e autoconsumo collettivo è stato aggiornato dal GSE rispetto alla sua prima versione del 22 dicembre 2020. Questo documento è quindi attualmente in linea con il quadro normativo e regolatorio di riferimento e con gli esiti della consultazione pubblica del Gestore, (4 marzo 2021 – 7 aprile 2021).

Riportiamo qui di seguito tali novità.

Comunità energetiche e autoconsumo collettivo: Estensione del periodo di validità del meccanismo transitorio

La prima novità riguardante le comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo riguarda appunto l’estensione del periodo di applicazione dell’attuale meccanismo “transitorio”. In altri termini si attende ancora la pubblicazione da parte del Mite e Arera dei provvedimenti previsti dal Dlgs 199/2021 (decreto di recepimento della direttiva 2018/2001/Ue — Red II), per l’attivazione dell’autoconsumo collettivo e per la realizzazione di comunità energetiche.

Fino a che ciò non avverrà verrà applicata la disciplina definita dal decreto-legge 162/2019 (anche noto come “Milleproroghe“).

Nuove unità di produzione

La deliberazione Arera 518/2014/R/eel introduce la possibilità di creare nuove unità di produzione nel caso di sezioni di impianto autonome, indipendenti e misurabili.

Recepimento specificazioni del Dlgs 199/2021

La ricezione delle specificazioni riportate nel Dlgs 199/2021 riguardano anche i soggetti che hanno la possibilità di partecipare alle Comunità di energia rinnovabile. In particolare possono prendervi parte tutti i consumatori, gli azionisti o i membri che possono esercitare poteri di controllo e i soggetti inclusi nelle autorità locali.

Ulteriori precisazioni riguardano:

  • la ricomprensione nei condomìni dei cosiddetti “supercondomìni” industriali e commerciali;
  • contenuti minimi dello Statuto/atto costitutivo delle Comunità di energia rinnovabile;
  • i soggetti che, seppur non facenti parte delle configurazioni, assumono rilevanza per le stesse.

Nuove modalità e tempistiche di calcolo dei contributi economici

Le novità su comunità energetiche e autoconsumo collettivo riguardano anche la revisione delle modalità e tempistiche di calcolo dei contributi economici. In particolare, viene presa in considerazione la casistica della mancata trasmissione al Gse di alcune misure, da parte del Gestore di rete.

Ulteriori novità

Il Gse non si è limitato ad introdurre alcune novità su comunità energetiche e autoconsumo collettivo. Il Gestore dei servizi energetici ha anche pubblicato in rete le “Modalità di profilazione dei dati di misura e relative modalità di utilizzo”.

Sono queste modalità a definire più nel dettaglio i profili e le regole con cui il Gestore ricostruisce le curve orarie di misura dell’energia elettrica nei casi in cui non sia tecnicamente in grado di raccogliere i dati orari.

Se vuoi scoprire di più sulle comunità energetiche e risparmiare sulla tua bolletta dell’elettricità non devi fare altro che compilare il modulo che trovi in questa pagina con i tuoi dati. Un nostro operatore ti richiamerà nel più breve tempo possibile con tutte le informazioni che desideri!

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