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Al via le consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili di ARERA

Con la pubblicazione del documento “Orientamenti in materia di configurazioni per l’autoconsumo previste da Decreto Legislativo 199/2021 e dal Decreto Legislativo 210/2021” prendono il via le consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili di ARERA

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ARERA (Autorità di regolamentazione per energia reti ambiente) ha da poco pubblicato un attesissimo documento che riguarda le C.E.R. Con il documento “Orientamenti in materia di configurazioni per l’autoconsumo previste da Decreto Legislativo 199/2021 e dal Decreto Legislativo 210/2021” possono prendere il via le le consultazioni per le Comunità energetiche rinnovabili (CER).

Il documento, consultabile qui, definisce gli orientamenti dell’autorità in merito ai seguenti punti:

  • L’aggiornamento del Testo Integrato Sistemi Semplici di Produzione e Consumo (TISSPC) per effetto della nuova definizione introdotta per identificare tali sistemi;
  • l’aggiornamento del Testo Integrato Sistemi di Distribuzione Chiusi (TISDC) per tenere conto della possibilità di realizzare nuovi Sistemi di Distribuzione Chiusi (SDC);
  • l’innovazione della regolazione attualmente vigente  in via transitoria, per la valorizzazione dell’autoconsumo realizzato tramite gruppi di utenti in edifici o condomini o nell’ambito delle comunità energetiche. Ciò servirà a tenere conto delle nuove definizioni e dei nuovi perimetri (autoconsumo diffuso).

Sono in molti ad essere concordi che le C.E.R. siano fondamentali per abbattere i costi delle bollette di famiglie, enti pubblici ed imprese. Per questo, abbiamo cercato di fare il punto sulle consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili di ARERA qui di seguito.

Consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili: i presupposti di ARERA

Prima di analizzare queste consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili di ARERA è bene partire dall’inizio, ricordando brevemente quali sono gli obiettivi che l’Agenzia intende raggiungere. Obiettivi che sono completamente rintracciabili nel documento “Obiettivo Strategico OS21” individuato dalla stessa agenzia e che abbiamo riassunto qui di seguito:

  • Adeguare il mercato elettrico alla transizione energetica e all’integrazione dei mercati europei. In questo processo dovranno essere garantiti sufficienti livelli di flessibilità e adeguatezza al sistema parallelamente allo sviluppo degli impianti di generazione rinnovabile a livello decentrato, della capacità di stoccaggio, delle nuove forme di autoconsumo, anche in forma collettiva, e della partecipazione attiva dei consumatori.
  • Implementare la normativa europea in materia di energie rinnovabili e mercato interno dell’energia elettrica con una migliore integrazione tra la disciplina del dispacciamento nazionale e i mercati integrati europei.
  • Favorire nel percorso di transizione energetica lo sviluppo di mercati a termine per garantire i necessari livelli di adeguatezza del sistema.
  • Monitorare attentamente l’evoluzione del mercato per adeguare, ove opportuno, la disciplina del mercato delle capacità dei sistemi di accumulo necessari per garantire la copertura del carico. 
  • Adeguare la regolazione vigente in materia di connessioni alle reti elettriche degli impianti di produzione, dei regimi commerciali speciali per gli impianti di produzione e degli strumenti incentivanti per quanto compete all’Autorità.
  • Modificare il settlement, per accompagnare adeguatamente le modifiche al mercato rafforzando gli strumenti di monitoraggio dei mercati all’ingrosso anche in attuazione di REMIT.

Le linee di intervento di ARERA

Individuati gli obiettivi, ARERA ha potuto dare il via alle consultazioni per le Comunità Energetiche Rinnovabili individuando alcune linee di intervento che riportiamo qui di seguito.

Innovazione regolatoria del servizio di dispacciamento ai fini della transizione energetica

Con il progressivo venir meno delle risorse, che storicamente hanno erogato i servizi ancillari (in particolare gli impianti termoelettrici), occorre fare in modo che tali servizi siano erogati da altre unità (di produzione o di consumo) anche in forma aggregata, tramite i rispettivi BSP11.

Serve inoltre valutare l’opportunità di innovare le modalità di approvvigionamento e di remunerazione dei servizi ancillari già esistenti, affinché siano più efficaci, stante il nuovo contesto.

Serve, infine, introdurre nuovi servizi (e le rispettive modalità di remunerazione), che potrebbero diventare necessari in futuro, a causa del progressivo venir meno degli impianti termoelettrici.

Completamento dell’innovazione regolatoria

L’obiettivo di questa attività è quello di garantire la compatibilità della disciplina del dispacciamento nazionale con i mercati integrati europei.

Occorre completare le modalità di coordinamento tra i mercati dell’energia (in particolare MI) e il MSD, tenendo conto del quadro normativo europeo, con particolare riferimento allo spostamento della gate closure all’ora che precede quella a cui si riferisce l’oggetto della negoziazione. Occorre altresì completare l’armonizzazione e la condivisione dei servizi necessari, a garantire la sicurezza del sistema (servizi ancillari, in particolare il bilanciamento).

Consultazioni Comunità Energetiche Rinnovabili: Evoluzione delle normativa finalizzata a garantire l’adeguatezza del sistema elettrico

L’adeguatezza del sistema elettrico dovrà essere garantita adeguando il capacity market, oltre che facendo gestire a soggetti terzi i sistemi di accumulo necessari per garantire la copertura del carico, in un contesto sempre più caratterizzato da fonti rinnovabili variabili.

In questo modo si andrà anche verso una revisione del ruolo dei distributori di energia elettrica, sia in termini di facilitatori neutrali nell’approvvigionamento di servizi ancillari globali, sia in termini di acquirenti di servizi ancillari locali. L’obiettivo è quello di garantire un miglior esercizio della propria rete, nel nuovo contesto di produzione (crescita della generazione diffusa) e consumo (crescita dei consumi elettrici anche per effetto di soluzioni di efficientamento e diffusione delle auto elettriche).

Per questo, occorre anche revisionare la disciplina di separazione funzionale delle attività (unbundling), per rafforzare l’indipendenza del distributore, dal gruppo verticalmente integrato di appartenenza, anche in vista della rimozione dei servizi di tutela.

Infine si dovrà provvedere anche ad un adeguamento del settlement per tenere conto delle innovazioni e garantire un funzionamento efficiente del mercato e la corretta trasmissione dei segnali di prezzo. In particolare, le innovazioni saranno necessarie sia per tenere conto dalla progressiva disponibilità dei dati di misura trattati su base oraria (anche in relazione all’energia immessa e prodotta), sia per il progressivo venir meno dell’Acquirente Unico, in qualità di utente del dispacciamento per la maggior tutela.

Evoluzione della regolazione relativa alla valorizzazione delle diverse forme di autoconsumo

Per raggiungere questo obiettivo è necessario dare attuazione a quanto previsto dai decreti legislativi 8 novembre 2021, n. 199 e n. 210 in materia di sistemi semplici di produzione e consumo, sistemi di distribuzione chiusi, forme di autoconsumo collettivo e Comunità energetiche.

Inoltre è necessario prevedere ulteriori evoluzioni o aggiornamenti della regolazione ai fini della transizione energetica sulle seguenti tematiche:

  • garanzie d’origine,
  • regimi commerciali speciali per i produttori di energia elettrica,
  • strumenti di incentivazione delle fonti rinnovabili e ai certificati bianchi per quanto di competenza dell’Autorità,
  • regolazione tecnica e procedurale per le connessioni alle reti elettriche
  • innovazione del dispacciamento per le isole non interconnesse.

Se vuoi rimanere aggiornato compila il form che trovi in questa pagina ed aspetta di essere ricontattato da un nostro operatore!

Impianto fotovoltaico obbligatorio per edifici residenziali, commerciali e pubblici

Impianto fotovoltaico obbligatorio per edifici residenziali, commerciali e pubblici: da quando e perché?

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Il piano REPower EU (di cui abbiamo parlato qui), annunciato in questi giorni dalla presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, si appresta ad introdurre novità epocali in tema di fotovoltaico.

Il piano prevede infatti l’introduzione di un obbligo impianto fotovoltaico per tutti gli edifici di nuova costruzione. In particolare per quelli pubblici e commerciali, l’obbligo dovrebbe entrare in vigore nel 2025, mentre per quelli residenziali la scadenza è nel 2029. In concomitanza dovrebbe verificarsi arrivare anche la velocizzazione degli iter burocratici che concedono le autorizzazioni per la realizzazione di questo tipo di impianti.

Il piano Repower EU costituisce la risposta della Commissione Europea alla grave crisi energetica determinata dalla guerra tra Russia e Ucraina. Guerra che tutt’oggi, almeno per il momento, non accenna a volgere al termine. Ma il piano Repower EU non è stato approvato solo per questo motivo. Il piano si è reso necessario anche per far fronte alla crisi climatica che ogni anno si sta facendo sempre più drammatica.

Il piano ha quindi tre obiettivi fondamentali:

  • risparmiare energia,
  • diversificare i fornitori di combustibili fossili,
  • accelerare la transizione verso l’energia pulita investendo massicciamente nelle rinnovabili, anche rendendo obbligatori gli impianti fotovoltaici sugli edifici.

Le dichiarazioni di Ursula Von Der Leyen

La presidente della commissione Europea ha rilasciato dichiarazioni sul piano Repower EU, specialmente in merito all’ultimo punto affrontato qui sopra.

Secondo la presidente infatti, l’Unione Europea ha già le basi per affrontare una massiccia transizione ecologica investendo sulle rinnovabili. Esistono infatti piani come il Green Deal Europeo ed il Fit for 55 che devono essere portati ad un livello più alto per far diventare il vecchio continente, il più rapidamente possibile, indipendente dai combustibili fossili.

In particolare, la von der Leyen si è espressa così:

“REPowerEU  ci aiuterà a risparmiare più energia, ad accelerare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili e, soprattutto, ad avviare investimenti su una nuova scala”.

Il modo più rapido ed economico per affrontare l’attuale crisi energetica è il risparmio energetico. Per questo si cercherà di portare l’obiettivo di efficienza energetica dell’UE per il 2030 dal 9 al 13%.

In effetti il nuovo piano appena approvato dalla Commissione sembra incentivare il risparmio energetico attraverso diverse misure. Sono infatti previste delle misure fiscali incentivanti per il risparmio energetico, oppure aliquote IVA ridotte per sistemi di riscaldamento, isolamento termico, elettrodomestici e prodotti particolarmente efficienti in termini di consumo.

Investimenti sulle rinnovabili: impianto fotovoltaico obbligatorio

La Presidente della Commissione ha poi precisato alcuni aspetti relativi agli investimenti sulle Rinnovabili dichiarando che l’obiettivo per il 2030 è stato rialzato. Non più il 40% dell’energia totale prodotta da fonti rinnovabili, ma il 45%.

Ma come sarà possibile raggiungere questo obiettivo?

La risposta è semplice: tramite il fotovoltaico. In particolare, sarà adottata una strategia volta a raddoppiare la capacità solare fotovoltaico entro il 2025 e ad installare 600 GW entro il 2030.

Ecco che proprio anche per sostenere questo ambizioso obiettivo, si è scelto di sostenere questa iniziativa con azioni forti e decise. Fra queste, il piano REPower EU propone l’obbligo installazione impianti fotovoltaici su edifici commerciali a partire dal 2025, e residenziali dal 2029. Di pari passo è previsto anche un raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore e misure per integrare l’energia geotermica e solare termica nei sistemi di teleriscaldamento e comunali.

Infine vengono previste anche delle importanti accelerazioni per quanto riguarda le procedure autorizzativi per le rinnovabili. Oggi queste procedure sono particolarmente lunghe, dai 6 ai 9 anni per un parco eolico. Sarebbe quindi un risultato eccezionale ridurre queste tempistiche da un anno soltanto.

La situazione in Italia

​In Italia, secondo la legislazione vigente, gli edifici che saranno realizzati ex novo o sottoposti a ristrutturazione rilevante sulla base di un titolo abilitativo presentato a partire dal 13 giugno 2022, dovranno essere coperti da fonti rinnovabili per almeno il 60%.

Su questo fronte, il nostro Paese sta legiferando proprio in questi giorni per estendere le aree idonee alla installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e per velocizzare le procedure autorizzative.

Impianto fotovoltaico obbligatorio e comunità energetiche rinnovabili

Le comunità energetiche, o comunità di energia rinnovabile (CER), sono, dal punto di vista legale, dei soggetti autonomi composti da soci e/o utenti. Questi soggetti si trovano in genere in prossimità dell’impianto di produzione di energia rinnovabile. Da questa breve descrizione è quindi già possibile capire come comunità energetiche e fotovoltaico siano due concetti che si legano fra di loro.

I soggetti che ne fanno parte infatti, associandosi fra loro, decidono di mettere a disposizione le proprie risorse, come gli impianti fotovoltaici e le batterie di accumulo, con l’obiettivo di produrre ed auto-consumare l’energia che producono. In questo senso quindi, le comunità energetiche possono garantire un risparmio ancora maggiore a coloro che ne fanno parte.

Quella delle comunità energetiche inoltre, è una possibilità che, inserita nel contesto del fotovoltaico obbligatorio sui tetti delle nuove costruzioni, potrebbe avere un successo clamoroso. Ogni nuovo edificio commerciale ad esempio, potrebbe essere il fulcro per far nascere una nuova comunità energetica grazie all’impianto fotovoltaico sul suo tetto.

Pertanto possiamo affermare che l’obbligo del fotovoltaico sui tetti non può far altro che aprire la strada alla nascita di nuove comunità energetiche rinnovabili come Valore Comunity!

Comunità energetiche e autoconsumo collettivo: le nuove regole del GSE

Comunità energetiche e autoconsumo collettivo: alla scoperta delle nuove regole del GSE per la valorizzazione dell’energia elettrica condivisa

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Nelle pagine del nostro blog abbiamo riportato più volte le evoluzioni della normativa riguardante comunità energetiche ed autoconsumo collettivo. Ed anche in questo approfondimento ci accingiamo a fare lo stesso dal momento che il GSE ha aggiornato di nuovo le regole.

D’altronde, novità in merito erano attese da diverso tempo vista l’approvazione, sul finire dello scorso anno del decreto Red II (di cui avevamo parlato anche qui).

Abbiamo quindi riportato le ultime novità qui di seguito che puntano ad una sempre maggiore valorizzazione ed incentivazione dell’energia elettrica condivisa. Novità che appunto riguardano in particolare le regole tecniche per l’accesso al servizio sia per le comunità energetiche rinnovabili che i gruppi di autoconsumatori.

Novità comunità energetiche e autoconsumo collettivo

Il documento che contiene le novità sulle comunità energetiche e autoconsumo collettivo è stato aggiornato dal GSE rispetto alla sua prima versione del 22 dicembre 2020. Questo documento è quindi attualmente in linea con il quadro normativo e regolatorio di riferimento e con gli esiti della consultazione pubblica del Gestore, (4 marzo 2021 – 7 aprile 2021).

Riportiamo qui di seguito tali novità.

Comunità energetiche e autoconsumo collettivo: Estensione del periodo di validità del meccanismo transitorio

La prima novità riguardante le comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo riguarda appunto l’estensione del periodo di applicazione dell’attuale meccanismo “transitorio”. In altri termini si attende ancora la pubblicazione da parte del Mite e Arera dei provvedimenti previsti dal Dlgs 199/2021 (decreto di recepimento della direttiva 2018/2001/Ue — Red II), per l’attivazione dell’autoconsumo collettivo e per la realizzazione di comunità energetiche.

Fino a che ciò non avverrà verrà applicata la disciplina definita dal decreto-legge 162/2019 (anche noto come “Milleproroghe“).

Nuove unità di produzione

La deliberazione Arera 518/2014/R/eel introduce la possibilità di creare nuove unità di produzione nel caso di sezioni di impianto autonome, indipendenti e misurabili.

Recepimento specificazioni del Dlgs 199/2021

La ricezione delle specificazioni riportate nel Dlgs 199/2021 riguardano anche i soggetti che hanno la possibilità di partecipare alle Comunità di energia rinnovabile. In particolare possono prendervi parte tutti i consumatori, gli azionisti o i membri che possono esercitare poteri di controllo e i soggetti inclusi nelle autorità locali.

Ulteriori precisazioni riguardano:

  • la ricomprensione nei condomìni dei cosiddetti “supercondomìni” industriali e commerciali;
  • contenuti minimi dello Statuto/atto costitutivo delle Comunità di energia rinnovabile;
  • i soggetti che, seppur non facenti parte delle configurazioni, assumono rilevanza per le stesse.

Nuove modalità e tempistiche di calcolo dei contributi economici

Le novità su comunità energetiche e autoconsumo collettivo riguardano anche la revisione delle modalità e tempistiche di calcolo dei contributi economici. In particolare, viene presa in considerazione la casistica della mancata trasmissione al Gse di alcune misure, da parte del Gestore di rete.

Ulteriori novità

Il Gse non si è limitato ad introdurre alcune novità su comunità energetiche e autoconsumo collettivo. Il Gestore dei servizi energetici ha anche pubblicato in rete le “Modalità di profilazione dei dati di misura e relative modalità di utilizzo”.

Sono queste modalità a definire più nel dettaglio i profili e le regole con cui il Gestore ricostruisce le curve orarie di misura dell’energia elettrica nei casi in cui non sia tecnicamente in grado di raccogliere i dati orari.

Se vuoi scoprire di più sulle comunità energetiche e risparmiare sulla tua bolletta dell’elettricità non devi fare altro che compilare il modulo che trovi in questa pagina con i tuoi dati. Un nostro operatore ti richiamerà nel più breve tempo possibile con tutte le informazioni che desideri!

Iniziati i lavori per la prima Comunità energetica di Valore Comunity!

In Umbria sono iniziati i lavori per la prima Comunità energetica di Valore Comunity con un fotovoltaico da 37 kW!

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Come annunciato da diversi mesi a questa parte, il nuovo anno apre con il rincaro delle materie prime per la produzione dell’energia e quindi con il rincaro delle bollette. In particolare, per quanto riguarda l’energia elettrica parliamo di rincari fino al 55%.

Si tratta quindi di aumenti che vanno ad impattare pesantemente sui bilanci familiari e, soprattutto in quelli delle aziende o imprese. A causa di questi aumenti molte delle imprese già in crisi oggi, a causa degli effetti della pandemia, potrebbero non sopravvivere. Ma come possono sopravvivere, ma soprattutto emanciparsi sempre di più, imprese e famiglie da questi aumenti dell’energia?

Sicuramente, quella di ricorrere ad impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili è una soluzione. Tuttavia, soprattutto nel caso di imprese particolarmente energivore questa soluzione potrebbe non essere sufficiente. Un impianto fotovoltaico può senza dubbio ridurre le spese per l’approvvigionamento di energia ma, specie se il ciclo produttivo dell’impresa è attivo anche di notte, questa riduzione potrebbe non essere sufficiente.

In questo approfondimento parleremo della nostra prima comunità energetica rinnovabile ovvero la migliore soluzione per abbattere i costi delle bollette. Approfitteremo inoltre del parlare della nostra prima comunità energetica anche per ricapitolare brevemente la situazione relativa alle C.E.R..

Comunità energetiche rinnovabili: da sogno a realtà

Prima di approfondire il lavoro che abbiamo realizzato per dare vita alla nostra prima comunità energetica, forse è necessario ricapitolare brevemente il concetto che c’è alle spalle di questo nuovo soggetto.

La comunità energetica rinnovabile è in effetti un nuovo soggetto giuridico. In particolare, una comunità energetica rinnovabile è un insieme di soggetti, privati, pubblici, imprese, che si associano fra loro. Scopo dell’associazione è la collaborazione per la produzione, per il consumo, e per la gestione dell’energia prodotta da impianti locali. Con impianti locali si intendono gli impianti di produzione di energia da F.E.R. di proprietà di alcuni, non per forza tutti, membri della comunità. Impianti che possono essere anche collegati a batterie di accumulo.

E’ quindi evidente come il concetto di comunità energetica sia legato a quello di autoconsumo collettivo. I soggetti che fanno parte di una comunità energetica infatti hanno l’obiettivo di consumare l’energia che producono i loro impianti soddisfacendo i propri fabbisogni elettrici. Qualora i soggetti riescano a soddisfare completamente il proprio fabbisogno energetico si verificherebbe quello che viene definito propriamente autoconsumo collettivo.

Se oggi è possibile pensare a queste nuove configurazioni della rete elettrica, da “one to many” a “many to many”, è anche grazie al nuovo quadro legislativo. Recentemente infatti è stato approvato il Decreto Red II (d.lgs 8 novembre 2021, 199) tramite cui lo stato italiano recepisce le normative europee Red II.

La nostra prima Comunità energetica rinnovabile

Se abbiamo potuto realizzare la nostra prima comunità energetica rinnovabile è stato grazie alla lungimiranza di un imprenditore umbro. La sua impresa, di medie dimensioni, che si trova nel territorio di comune di Magione, si basa su di un ciclo produttivo particolarmente energivoro. Un ciclo produttivo i cui costi energetici impattano pesantemente sui bilanci aziendali e che un semplice investimento in un impianto fotovoltaico non basterebbe a contenere.

L’impresa ha quindi deciso di rivolgersi a Solar Cash per una consulenza atta ad individuare il modo migliore e più duraturo per abbattere questi costi. Abbiamo quindi prospettato loro, fin dal primo momento, la possibilità di entrare a far parte di una comunità energetica previa realizzazione di un impianto fotovoltaico da 37 kW. Sarà proprio questo impianto infatti ad essere il fulcro produttivo della nostra prima comunità energetica.

Costituendo una comunità energetica ed entrandone a far parte l’impresa può usufruire infatti di un doppio vantaggio. Il primo è senza dubbio quello di beneficiare delle agevolazioni per l’installazione di impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili in grado di abbattere i costi dell’investimento. Il secondo è quello di beneficiare delle tariffe incentivanti per le C.E.R. previste da ARERA oltre che a quelle per l’immissione di energia elettrica nella rete nazionale.

Ma i vantaggi non saranno esclusivamente dell’impresa. Coloro che, trovandosi nelle vicinanze della stessa, decidessero di entrare a far parte della nostra prima comunità energetica, potrebbero entrarvi con notevoli benefici. Potrebbero infatti beneficiare di tariffe incentivanti sul consumo dell’energia della C.E.R. risparmiando notevolmente sulle proprie bollette dell’elettricità.

Comunità energetica: tutti i vantaggi del farne parte

Ma perché privati ed imprese dovrebbero decidere di entrare a far parte della nostra prima comunità energetica? Perché sostenere un investimento importante come quello per la realizzazione di un impianto fotovoltaico?

Abbiamo cercato di riassumere i principali vantaggi del far parte di una comunità energetica qui di seguito:

  • Accesso alle agevolazioni fiscali per la transizione ecologica. Le imprese possono accedere agli incentivi, sotto forma di credito d’imposta, previsti per gli investimenti in beni strumentali 4.0, agli incentivi previsti dalla Nuova Legge Sabatini ed a quelli previsti dal bonus sud. I privati invece possono accedere a detrazioni come gli ecobonus o come il superbonus;
  • Usufruire degli incentivi per le comunità energetiche. Si tratta di incentivi che  vengono erogati anche sull’energia immessa nella rete nazionale dagli impianti a fonti rinnovabili che fanno parte delle comunità energetiche.
  • Beneficiare delle tariffe incentivanti per i soggetti produttori di energia. I soggetti che possiedono impianti fotovoltaici, potranno usufruire di una tariffa incentivante che può arrivare fino a 110 €/MWh portando quindi un notevole risparmio a bilancio. Ne parliamo meglio qui;
  • Benefici per la comunità. L’energia prodotta in eccesso da questo impianto fotovoltaico aziendale verrà immessa all’interno della comunità, e quindi redistribuita fra i suoi membri, senza passare per la rete energetica nazionale. I soggetti consumatori di energia (quelli senza impianto), potranno usufruire di una tariffa incentivante che ammonta a 9 €/MWh sull’energia che consumano;
  • Vantaggi ambientali. Auto-consumare l’energia che si produce, significa consumarne molta di meno di quella da prelevare dalla rete elettrica nazionale. Pertanto, anche la necessità di produzione di questo tipo energia sarà minore, contribuendo a ridurre le immissioni dei gas serra.

Anche tu hai necessità di ridurre i costi energetici? Compila il modulo che trovi qui sotto con i tuoi dati ed aspetta la chiamata di un nostro operatore!

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