Tutti i contributi regionali per le comunità energetiche e le rinnovabili che puoi richiedere

Tutti i contributi regionali per le comunità energetiche e le rinnovabili che puoi richiedere

Una panoramica completa su tutti i contributi regionali e le agevolazioni per le comunità energetiche e gli impianti rinnovabili

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Le comunità energetiche rinnovabili sono gruppi di persone che lavorano insieme per produrre e utilizzare energia pulita e rinnovabile, come solare, eolica e idroelettrica. Possono includere abitanti di un quartiere, di una città o di una regione. Sostanzialmente questi soggetti si associano fra loro  per installare impianti di produzione di energia rinnovabile, come pannelli solari o turbine eoliche, e condividere i benefici economici e ambientali. Possono anche includere progetti di efficienza energetica e di gestione dell’energia per ridurre i consumi e migliorare l’autosufficienza energetica.

Far parte di una comunità energetica quindi è particolarmente vantaggioso. In particolare l’ultimo studio Elemens-Legambiente dimostra come le CER possono portare riduzioni dei costi in bolletta fino al 25% per le utenze domestiche e condominiali e fino al 20% della spesa energetica di piccole e medie imprese, scuole, distretti artigiani e altri settori ancora.

Per questo motivo, ma anche per rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 di Agenda 2030, lo stato Italiano sta cercando di agevolarne la diffusione il più possibile. Non solo da un punto di vista legislativo e normativo ma anche da un punto di vista di reperimento dei fondi (tra cui il PNRR).

Ma non solo lo stato cerca di incentivare le C.E.R., anche le Regioni. In particolare, in tutto il nostro territorio, sono stati approvati diversi contributi regionali per incentivare le comunità energetiche rinnovabili e l’installazione di impianti F.E.R.. Solitamente per informarti sui contributi regionali dovresti leggere attentamente i bandi presenti nei siti delle amministrazioni regionali. Ma spesso farlo non è così semplice come si possa pensare con il risultato che potresti perderti informazioni importanti su queste opportunità.

Per questo abbiamo creato questo approfondimento che riepiloga in un luogo solo tutti i contributi regionali per le comunità energetiche o per gli impianti a fonti rinnovabili in vigore in questo momento.

Umbria, 3,2 milioni di euro di contributi regionali per il fotovoltaico nelle imprese

Iniziamo la nostra analisi dei contributi regionali per le comunità energetiche e per gli impianti fotovoltaici o F.E.R. dall’Umbria.

Potrai partecipare al bando per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e richiedere i fondi stanziati dal 30 gennaio 2023 al 28 febbraio 2023. I contributi regionali ammontano a 3,2 milioni di euro così suddivisi:

  • 650 mila euro per le grandi imprese;
  • 2,5 milioni per le PMI.

I beneficiari possono richiedere l’agevolazione per acquistare e installare pannelli fotovoltaici, con o senza collegamento ai sistemi di accumulo fino a 100 kw. Possiamo quindi concludere che questi fondi regionali individuati nel bando servono ad agevolare i consumi energetici delle PMI e grandi imprese extra agricole operanti sul territorio regionale.

Precisiamo inoltre che gli impianti fotovoltaici potranno essere installati su edifici, pensiline o a terra e potranno essere realizzati presso più sedi dell’impresa fino ad un massimo di 3. Infine, le domande dovranno essere inviate entro i termini stabiliti esclusivamente online.

Contributi regionali per le Comunità energetiche in Toscana

La Regione Toscana ha pubblicato la Legge regionale 28 novembre 2022, n. 42, che ha l’obiettivo di agevolare la realizzazione delle Comunità energetiche rinnovabili. E’ infatti la stessa regione a definire le C.E.R. come

“punti focali della transizione energetica e strumenti fondamentali per la creazione di nuovi modelli di economia ecologica, basati sul localismo energetico ed il contrasto alla povertà energetica, nonché come efficace contributo al conseguimento degli obiettivi del Green New Deal Europeo”.

Tra le altre cose, la regione Toscana si impegna da individuare, all’interno della programmazione regionale in materia di transizione ecologica ed energetica, contributi e strumenti finanziari, promuovere iniziative di formazione e accordi con i Comuni, GSE, Terna ed altri soggetti interessati alle comunità energetiche.

I contributi regionali sono quindi erogati nelle modalità che descriveremo qui di seguito. Per il 2023 e il 2024 la Giunta autorizza la spesa massima di euro 100.000,00 per ciascuna annualità. Per l’allocazione delle risorse saranno seguiti alcuni criteri tra cui la presenza nella CER di soggetti economicamente svantaggiati e di enti proprietari di alloggi di edilizia residenziale pubblica o sociale. Sarà inoltre istituita una piattaforma delle comunità energetiche rinnovabili della Regione Toscana in cui saranno raccolte tutte le informazioni e i dati.

Il bando per le comunità energetiche della Regione Lazio

I fondi regionali per le comunità energetiche stabiliti dalla Regione Lazio saranno erogati tramite il bando aperto fino al 21/02/2023 sulla piattaforma GecoWebPlus. In questo modo la regione ha messo adisposizione un totale di un milione di euro per finanziare studi di fattibilità tecnico-economica volti alla realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili. E’ previsto un sostegno per ogni domanda da un minimo di 6000 euro fino a un massimo di 13.000 euro.

Contributi Regionali in Sardegna: come funziona il bonus fotovoltaico

Gli incentivi regionali della Sardegna prevedono una creazione di una sorta di reddito energetico regionale con i contributi per la cessione al GSE. I beneficiari hanno diritto all’autoconsumo gratuito dell’energia senza possibilità di cumulare l’agevolazione con altre misure analoghe statali o regionali.

Oltre a ciò, l’amministrazione regionale vuole agevolare il passaggio alle fonti di energia rinnovabili stanziando 14 milioni di euro suddivisi equamente in due anni. Di queste 7 milioni annuali:

  • 2 milioni sono i contributi regionali per le comunità energetiche;
  • 5 milioni vanno al reddito energetico. 

Potranno beneficiare del reddito energetico le famiglie a basso reddito, privati cittadini e condomini. In quest’ultimo caso, la regione ha anche dato il via libera all’installazione dei pannelli solari anche sul lastrico e sulle altre superfici comuni.

I fondi destinati alle comunità energetiche dalla Regione Sardegna invece serviranno a permettere alle amministrazioni comunali di dar luogo all’avviamento delle comunità senza sottrarre risorse dal proprio bilancio.

Gli incentivi in Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia mette in campo molte più risorse dato che sono 100 i milioni di euro di contributi regionali per a finanziare l’efficientamento energetico dei cittadini residenti.

La cifra è così alta perché più di incentivi della Regione per le comunità energetiche, Il FVG ha ideato una una sorta di Ecobonus a livello regionale. Tale misura è destinata ad abitazioni prima casa, alle seconde case ed ai complessi condominiali. In questo modo i richiedenti vedranno diminuire sensibilmente il costo delle bollette sfruttando l’autoapprovvigionamento energetico dei pannelli solari.

Tali contributi regionali dovranno poi sommarsi alle detrazioni già previste a livello nazionale o europeo. L’obiettivo è quello di abbattere drasticamente, se non addirittura annullare il costo per l’installazione di impianti come i pannelli fotovoltaici.

Il bando per accedere a queste agevolazioni regionali sarà pubblicato ad inizio 2023, con possibilità di richiedere il bonus retroattivamente, per i lavori eseguiti negli ultimi mesi del 2022.

Comunità energetiche e Regioni: la Lombardia stanzia 30 milioni di contributi regionali  per l’efficienza energetica per le micro e piccole imprese

Non poteva mancare la Lombardia nella nostra disamina tra le agevolazioni e contributi regionali per le comunità energetiche e le rinnovabili. In particolare, i contributi stanziati dalla regione Lombardia sono contenuti nel Decreto 15049 dello scorso ottobre. Tramite questa iniziativa la regione ha ampliato la platea dei beneficiari del bando “Investimenti per la ripresa 2022: linea efficienza energetica del processo produttivo delle micro e piccole imprese artigiane“.

I fondi stanziati per tale bando ammontano a 30 milioni di euro e potranno adesso richiederli tutte le PMI del settore manifatturiero, artigiane e non artigiane. In questo modo la Lombardia intende aiutare le piccole e micro imprese colpite dall’aumento del costo dell’energia e che vogliono rendere la propria attività sostenibile ed efficiente dal punto di vista energetico.

Per partecipare al bando le imprese devono:

  • avere sede operativa entro i confini regionali,
  • essere regolarmente iscritte e attive nel Registro delle imprese,
  • essere in regola con gli obblighi contributivi.

Tali contributi regionali potranno essere utilizzati per acquistare e installare sistemi di autoproduzione di energia, ovvero:

  • collettori solari termici
  • impianti di microcogenerazione
  • impianti fotovoltaici
  • acquisto e installazione di macchinari e attrezzature in sostituzione dei macchinari e delle attrezzature in uso nel sito produttivo
  • acquisto e installazione di caldaie ad alta efficienza a condensazione, a biomassa, pompe di calore in sostituzione delle caldaie in uso
  • acquisto di sistemi di domotica
  • acquisto di apparecchi LED
  • spese tecniche di consulenza correlate alla realizzazione dell’intervento

Il contributo regionale concesso dalla Lombardia è a fondo perduto ed è pari al 50% delle spese complessive ammissibili nel limite massimo di euro 50.000 per soggetto beneficiario. Le spese ammissibili devono essere di almeno 15.000 euro per interventi da realizzare presso la propria sede e e da rendicontare entro il termine massimo del 30/06/2023. Infine precisiamo che la domanda di contributo può essere inviata fino al 31 gennaio 2023.

Piemonte: bando da 92 milioni per le PMI

Comunità energetiche e impianti F.E.R. agevolati dalla regione anche in Piemonte dove, lo scorso 6 dicembre 2022, si sono chiuse le domande per ottenere i relativi contributi regionali. I richiedenti potranno ottenere una cifra compresa tra i 5 e i 10 mila euro, fino ad esaurimento della dotazione finanziaria. Tuttavia, visto il rapido esaurirsi delle risorse stanziate, l’amministrazione ha fatto sapere che la misura sarà riproposta anche nel prossimo anno.

Ma i fondi regionali stanziati per le rinnovabili del Piemonte non finiscono qui. La Giunta Regionale infatti ha già anticipato la pubblicazione di un Bando, sostenuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-27 dedicato all’efficientamento energetico e all’uso delle energie rinnovabili per le PMI. Il bando avrebbe una dotazione importante visto che ammonta a quasi 92 milioni di euro.

Tali contributi regionali saranno erogati in base a due azioni che la Regione vuole che siano portate a termine. In particolare:

  • 68 milioni di euro saranno destinati a impianti di cogenerazione ad alto rendimento, razionalizzazione dei cicli produttivi, utilizzo efficiente dell’energia, efficientamento energetico e installazione di sistemi per l’automazione degli edifici, sviluppo di processi innovativi volti al risparmio energetico;
  • 23,8 milioni andranno a sostegno della promozione delle energie rinnovabili insieme agli interventi di efficientamento energetico.

In Campania sono previsti contributi regionali per la ricognizione dei tetti degli edifici pubblici

Lo scorso novembre sono scadute le domande per accedere ai contributi regionali della Campania destinati alla costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili. Tali contributi sono destinati ai Comuni con meno di 5.000 abitanti che potranno usufruire dei benefici ambientali e sociali della condivisione.

La dotazione finanziaria per il 2022 è stata di 1 milione di euro e analoga dovrebbe essere nel prossimo biennio.

Nella Legge di Bilancio 2023 (Art. 44), la Regione ha fissato il termine del 31 dicembre 2023 entro il quale effettuare, con il coinvolgimento degli Enti locali,

“una ricognizione dei tetti degli edifici pubblici e delle aree pubbliche nella propria disponibilità da mettere a disposizione, previa apposita procedura a evidenza pubblica, per l’installazione degli impianti a servizio delle Comunità energetiche rinnovabili“.

L’obiettivo della misura è favorire l’autoconsumo, l’indipendenza energetica e ridurre la povertà energetica e sociale.

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