Quali sono gli incentivi per le Comunità Energetiche?

Quali sono gli incentivi per le Comunità Energetiche?

Il punto sulla situazione degli incentivi per le Comunità Energetiche e per le configurazioni ad autoconsumo collettivo

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Da qualche anno a questa parte anche l’Italia ha deciso do entrare in maniera decisa campo delle comunità energetiche rinnovabili. L’approvazione del Decreto Milleproroghe prima, quella del Decreto sulle Comunità Energetiche del 16 settembre 2020 ed il recepimento direttive RED II e IEMD sono dei passi importanti che delineano la normativa che riguarda le CER.

Si tratta quindi di normative volte a favorire la diffusione di energia “verde” e prodotta in maniera sostenibile. Le comunità energetiche sono infatti dei sistemi di produzione dell’energia virtuosi in cui l’energia prodotta dagli impianti viene condivisa fra i membri della comunità. E proprio perché sono dei sistemi virtuosi che si basano sulle fonti rinnovabili sono pienamente in linea con gli obiettivi di transizione ecologica lo stato italiano ha implementato degli incentivi comunità energetiche.

Agevolazioni che si vanno a sommare a quelle già predisposte per per la riqualificazione energetica degli edifici la cui proroga è in discussione in questi giorni nella Legge di Bilancio 2022.

Ma in cosa consistono questi incentivi comunità energetiche?

Abbiamo cercato di fare il punto della situazione in questo approfondimento insieme ai nostri esperti.

Cosa è una comunità energetica?

Prima di proseguire la nostra disamina sugli incentivi comunità energetiche, abbiamo ritenuto opportuno ricapitolare brevemente il concetto di comunità energetica.

Come forse saprà già, comunità energetica, o una comunità energetica rinnovabile è sostanzialmente di un’associazione della quale possono fare parte cittadini privati, imprese o attività commerciali, ma anche enti locali.

I membri di questa associazione, qualora possiedano degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili come il fotovoltaico, possono auto-consumare l’energia che questi impianti producono. Come? Condividendo fra di loro l’energia prodotta da questi impianti. A voler essere precisi quindi possiamo definire una Comunità Energetica come:

Una forma collaborativa di produzione di energia da fonti rinnovabili che è basata su di un sistema di scambio locale dell’energia. Le C.E. servono dunque a favorire gestione congiunta dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, lo sviluppo sostenibile e ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale.

Sostanzialmente, la rivoluzione delle comunità sta nell’implementazione di una nuova rete di distribuzione che di non è più unidirezionale “da uno a molti” ma diventa bidirezionale “da molti a molti”. In questo modo, il semplice consumatore può diventare anche al tempo stesso produttore con evidenti vantaggi economici. Vantaggi economici a cui si sommano gli incentivi comunità energetiche che prenderemo in esame qui di seguito.

Incentivi Comunità energetiche

Innanzitutto è utile chiarire come gli incentivi comunità energetiche verranno erogati sia sull’energia immessa nella rete nazionale dagli impianti a fonti rinnovabili, sia sull’energia che viene condivisa fra i membri della comunità.

In particolare, l’energia condivisa è definita dalla Delibera Arera 318/2020/R/EEL come:

 “il minimo, in ciascun periodo orario, tra l’energia elettrica prodotta e immessa in rete dagli impianti alimentati a fonti rinnovabili e l’energia elettrica prelevata dall’insieme dei clienti finali associati” (Delibera Arera 318/2020/R/EEL.”

In altre parole quindi, l‘energia condivisa è quella che viene prodotta dagli impianti ad energia rinnovabile e autoconsumata, anche tramite l’utilizzo di sistemi di accumulo, dai membri della comunità. L’incentivo comunità energetiche in questione ha una durata di 20 anni e verranno erogati a conguaglio. Il GSE infatti, prima di erogare questi contributi, dovrà acquisire dal distributore le misure orarie dell’energia condivisa.

Incentivi Comunità Energetiche  sulle sull’energia immessa in rete

Su tutta l’energia prodotta in eccesso dagli impianti fotovoltaici della comunità energetica ed immessa in nella rete di distribuzione nazionale, i membri della C.E.R. potranno beneficiare del ritiro dedicato GSE o della vendita al mercato. In quest’ultimo caso, il prezzo applicato sarà quello corrispondente allo  zonale orario che di solito si attesta intorno a 50 €/MWh.

Incentivi sull’energia condivisa

La remunerazione sull’energia condivisa è invece così composta

  • 100 €/MWh – per le iniziative di autoconsumo collettivo;
  • 110 €/MWh – per le comunità energetiche;
  • 9 €/MWh – come restituzione dei costi non sostenuti per la gestione del sistema elettrico. L’energia condivisa fra i membri della Comunità Energetica infatti non transita nella rete di distribuzione nazionale ma viene auto-consumata in loco.

Detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica

Accanto agli incentivi comunità energetiche esistono anche altri vantaggi fiscali che possono rendere l’ingresso in una C.E.R. ancora più conveniente. Abbiamo riassunto brevemente le detrazioni fiscali che possono incrementare i vantaggi economici del far parte di una Comunità Energetica qui di seguito.

Ecobonus: detrazioni al 50% per il fotovoltaico

Sarà possibile beneficiare di una detrazione fiscale del 50% per l’installazione di un impianto fotovoltaico anche se questo è destinato ad iniziative di autoconsumo collettivo e di comunità energetica. Ovviamente, potranno beneficiare della detrazione solo gli impianti di potenza complessiva inferiore ai 20kWp con relativi sistemi di accumulo. A questa detrazione andranno poi sommati gli incentivi previsti sia sull’energia condivisa che su quella immessa in rete.

La scadenza di questa detrazione è al momento prevista per il 31 dicembre 2021. Tuttavia è in corso di approvazione la Legge di Bilancio 2022 nella cui bozza è contenuta una proroga al 2025 per la detrazione. Per il momento però dobbiamo attenerci alla scadenza citata in precedenza anche se le prospettive sono rosee.

Superbonus 110%

E’ possibile, per le configurazioni di autoconsumo collettivo e comunità energetiche, accedere al Superbonus 110% (ne parliamo anche qui). I requisiti per accedere alla maxi-detrazione sono però i seguenti:

  • effettuare un intervento trainante;
  • realizzazione di un impianto con potenza inferiore a 20kWp;
  • spesa per la realizzazione non superiore a 96.000 euro.

Il superbonus inoltre è cumulabile con l’incentivo comunità energetiche della restituzione dei costi non sostenuti per la gestione del sistema elettrico (9 €/MWh) e con il ritiro dedicato per l’energia immessa in rete. Tuttavia non è possibile cumulare alla detrazione del 110% l’incentivo i 100-110 €/MWh per l’energia condivisa.

Conclusioni sugli incentivi comunità energetiche

Dal quadro sugli incentivi comunità energetiche che abbiamo cercato di dipingere in questo approfondimento emerge una cosa con chiarezza. Le comunità energetiche sono a tutti gli effetti una notevole occasione di risparmio economico dal momento che sommando tutte le componenti è possibile ottenere un incentivo ventennale che raggiunge i 170 €/MWh.

A questo incentivo va ulteriormente sommato il risparmio in bolletta generato dall’autoconsumo dell’energia prodotta direttamente dall’impianto fotovoltaico. Un risparmio che i pannelli solari sono oramai in grado di garantire almeno per 20 anni. Infine c’è anche da considerare che un immobile sul cui tetto è installato un impianto fotovoltaico ha una valore ben diverso da uno che non lo ha installato.

Pertanto possiamo solo suggerirti di stare attento a non perdere l’occasione per entrare a far parte di una Comunità Energetica!

Per rimanere aggiornato o per richiedere ulteriori informazioni compila il form che trovi in questa pagina ed aspetta di essere ricontattato da un nostro operatore!

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