Comunità energetiche incentivi: in arrivo i finanziamenti a tasso zero!

Comunità energetiche incentivi: in arrivo i finanziamenti a tasso zero!

Comunità energetiche incentivi: in arrivo i finanziamenti a tasso zero per sostenerne lo sviluppo come previsto dal decreto attuativo

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La Commissione Europea ha stimato che per rispettare gli obiettivi individuati dal Green Deal Europeo è necessario investire fortemente nelle energie rinnovabili. Per conseguire questi obietti sarebbe infatti necessario aumentare di 500 GW la produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Sempre per lo stesso motivo la Commissione europea chiede agli stati membri di realizzare almeno il 40% di questo obiettivo entro il 2025.

Ma non si limita a questo. Il Green Deal Europeo prevede anche una Strategia idrogeno che prevede che vengano installati circa 6 GW di capacità di elettrolisi oltre che la produzione ed il trasporto di un milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile, anche in questo caso entro il 2025.

I progetti che abbiamo appena presentato quindi sono progetti che sì, puntano ad incrementare a capacità produttiva di energia da fonti rinnovabili innovative, ma che non prevedono creazione di reti fra i consumatori-produttori. In sostanza, la logica di questi progetti ed obiettivi si basa ancora su di un funzionamento “one to many” anziché su di una logica produzione “peer to peer”.

Proprio per questo motivo, sostenere e prevedere comunità energetiche incentivi, è un passaggio fondamentale per la transizione energetica green in Italia. Sostenere con incentivi le comunità energetiche è fondamentale se vogliamo che anche Italia prendano piede le coalizioni organizzate di utenti che collaborano tra loro per produrre, consumare e gestire energia pulita attraverso uno o più impianti locali.

Ma quali sono questi comunità energetiche incentivi? 

Abbiamo cercato di analizzare queste misure di sostegno in questo approfondimento a cura dei nostri esperti.

Comunità energetiche: obiettivi e peculiarità

Prima di esaminare le comunità energetiche incentivi riteniamo opportuno ricapitolare brevemente le loro peculiarità e le caratteristiche principali.

Innanzitutto dobbiamo precisare che le comunità energetiche possono avere una composizione molto varia visto che possono prendere parte a questa configurazione:

  • cooperative,
  • associazioni senza scopo di lucro,
  • condomini,
  • attività commerciali,
  • imprese,
  • privati cittadini,
  • ecc.

L’obiettivo delle comunità energetiche è solo uno: fornire energia rinnovabile a prezzi accessibili ai propri membri (ne parliamo anche qui). Ed è proprio grazie all’obiettivo ultimo delle comunità che queste possono contribuire attivamente a promuovere lo sviluppo sostenibile del paese. Le comunità energetiche rinnovabili infatti si fondano sul presupposto che i loro membri non siano solo consumatori di energia, ma siano dei veri e propri prosumer ovvero consumatori e produttori, al tempo stesso. Come? Tramite impianti fotovoltaici in possesso o di proprietà dei loro membri.

Secondo le stime di ENEA, nel 2050 i prosumer saranno ben 264 milioni e produrranno fino al 45% dell’elettricità rinnovabile dell’intera UE. L’investimento previso di 2,2 miliardi di euro, che sfocerà anche in comunità energetiche incentivi, servirà anche ad installare 2.000 MW di nuova capacità di generazione di rete elettrica, grazie a cui verranno prodotti circa 2.500 GWh annui e si ridurranno le emissioni di gas serra di 1,5 milioni di tonnellate.

Prima di attuare quanto appena affermato è però necessario diffondere la sperimentazione dell’auto-produzione ed autoconsumo di energia. Per farlo sarà fondamentale coinvolgere attori come Imprese e Pubbliche amministrazioni oltre che alle famiglie, ovvero tutti quei soggetti con un forte impatto sociale e territoriali. Ad esempio, un piccolo comune, potrebbe essere il soggetto ideale per questo tipo di sperimentazione.

Comunità energetiche incentivi: bonus e contributi a tasso zero

Le risorse previste per gli incentivi comunità energetiche, serviranno anche a finanziare bonus e finanziamenti a tasso zero per la promozione di questi progetti. Il decreto attuativo di tale misura, sul quale sta lavorando il Ministero della Transizione Ecologica dovrà definire più concretamente tempi e modalità di ricorso agli incentivi statali, nonché requisiti di accesso e limiti o casi esclusione.

Facendo un attimo il punto della situazione per capire dove siamo e dove potremo arrivare riportiamo che gli step inseriti nel PNRR prevedono che:

  • i primi contratti per la realizzazione delle comunità energetiche, sia in Europa che in Italia, dovrà avvenire entro dicembre 2025;
  • l’installazione, nelle comunità energetiche dei comuni con meno di 5mila abitanti, di almeno 2 mila MW provenienti da fonti rinnovabili e la produzione di 2.500 Gwh all’anno.

Affinché sia possibile realizzare tutto ciò è però necessario:

  • omogenizzare e semplificare le procedure autorizzative su tutto il territorio nazionale;
  • snellire le procedure di impatto ambientale;
  • condividere a livello regionale di un piano di identificazione e sviluppo di aree adatte a fonti rinnovabili;
  • potenziare gli investimenti privati;
  • incentivare lo sviluppo di meccanismi di accumulo di energia e di investimenti pubblico-privati nel settore.

Si tratta a bene vedere di obiettivi non semplici da realizzare anche se il governo conta di riuscirci entro marzo del 2024. Obiettivi che è necessario raggiungere al più presto, aggiungiamo noi, visto anche il contesto geo-politico internazionale che non ha altri effetti se non quelli di aumentare sempre di più il costo dell’energia.

Se vuoi più informazioni sulle comunità energetiche compila il modulo che trovi in questa pagina con i tuoi dati ed aspetta la chiamata del nostro operatore.

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