Tutte le ultime novità sulle comunità energetiche compresa la delibera 727 di Arera

Tutte le ultime novità sulle comunità energetiche compresa la delibera 727 di Arera

Tutte le ultime novità sulle comunità energetiche: la delibera ARERA 727/2022/R/EEL, i tipi di C.E.R., i nuovi prosumer individuali, e la valorizzazione dell’autoconsumo.

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Fra le ultime novità sulle comunità energetiche non può non figurare la nuova delibera di ARERA 727/2022/R/EEL sull’autoconsumo. Tale norma infatti contiene:

  • le norme per la produzione “in condivisione” dell’energia elettrica pulita,
  • le indicazioni degli incentivi a essa associati
  • gli adempimenti del GSE.

ARERA è stata ultimamente molto attiva. Tanto che, con un’altra delibera, ha previsto anche l’entrata in vigore del nuovo TIAD (di cui parliamo qui). Anche questa è senza dubbio una grossa novità per il mondo delle comunità energetiche.

Nessuna novità invece per quanto riguarda l’approvazione del Decreto C.E.R. da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le uniche indiscrezioni che filtrano è che tale decreto dovrebbe essere discusso dal parlamento nel corso di questi primi mesi del 2023.

In ogni caso, l’argomento delle comunità energetiche è molto scottante. Per questo, anche se ancora il quadro normativo che le regola non è completo, abbiamo cercato di fare il punto sulle ultime novità sulle comunità energetiche dopo l’approvazione della 727 qui di seguito.

Pronto a scoprirle? Allora continua a leggere questo articolo!

Novità sulle comunità energetiche: la delibera di Arera

La più grande novità sulle comunità energetiche di questo inizio anno è di fatto l’entrata in vigore della delibera ARERA 727. Precisiamo subito che tale delibera di fatto recepisce e rilancia i precedenti decreti legislativi 199/21 e 210/21. Il testo di questa delibera sostanzialmente conferma gli incentivi posti in essere nei documenti precedenti, soprattutto per le strutture che vogliono raggiungere i 5GW di potenza generativa.

Uno dei pregi di tale manovra è il fatto che essa non grava in alcun modo sui bilanci dello stato italiano. Gli incentivi individuati dalla delibera, adesso estesi anche ai gruppi di autoconsumatori collettivi.

Un altro pregio della delibera è che la sua entrata in vigore prolunga i tempi di realizzazione delle opere necessarie. In questo modo il numero di attori che possono avviare le pratiche per richiedere di costituire una comunità energetica può essere ampliato ancora di più. Questa è sicuramente una delle ultime novità sulle comunità energetiche che avrà degli effetti positivi nella loro maggiore diffusione.

Le CER ovvero un nuovo attore economico ed energetico

Le comunità energetiche rinnovabili (C.E.R.), sono in sostanza libere associazioni di cittadini, società o imprese. I membri di una CER si associano con l’obiettivo di condividere le strutture necessarie per produrre energia pulita (impianti fotovoltaici) destinata all’autoconsumo locale e alla cessione dell’eccedenza al GSE.

Alla base c’è un’idea di prossimità della produzione di energia e della condivisione di questa energia con gli altri membri della C.E.R. che si trovano fisicamente vicino agli impianti di produzione. Quest’idea in realtà non è tanto una novità per le comunità energetiche, ma contribuisce ad agevolare economicamente i membri della C.E.R. (famiglie, imprese ecc.). La vicinanza fisica infatti permette di abbattere notevolmente i costi di approvvigionamento di ogni membro della comunità, oltre che quelli del trasporto dell’elettricità e di importazione.

In base alla prossimità dei loro membri si possono distinguere:

  • comunità energetiche rinnovabili in senso stretto. Si tratta di quelle C.E.R. aperte a tutti i consumatori di un determinato territorio. Tali comunità hanno il vincolo di non poter produrre, e quindi cedere al GSE, più del 30% della potenza totale degli aderenti. Ergo almeno il 70% dell’energia che producono deve essere autoconsumata in loco;
  • comunità energetiche dei cittadini. Queste ultime sono del tutto simili alle prime, non hanno scopi però finanziari di rivendita dell’energia.

Novità sulle comunità energetiche: prosumer individuali e autoconsumatori

Un’ altra delle novità sulle comunità energetiche è la sempre maggior delineazione delle nuove figure “individuali” del mercato energetico. Questo perché i possessori di un impianto di produzione dell’energia da fonti rinnovabili possono, ognuno, contribuire singolarmente al beneficio della comunità. Tali figure sono le seguenti:

  • utenti a distanza con utilizzo della rete di distribuzione. Questa figura indica un produttore individuale di energia elettrica che utilizza la rete di distribuzione per poter distribuire l’energia che produce in luoghi distanti dal punto di produzione.
  • autoconsumatori di energia rinnovabile a distanza con utilizzo della rete di distribuzione: quando impianti e unità di consumo sono plurimi, ma all’interno della stessa zona di mercato.
  • autoconsumatori di energia rinnovabile a distanza con linea diretta. Questo caso si verifica quando in un’area specifica esista un’unica struttura produttrice di energia da fonti rinnovabili che è collegata ad un’unità di consumo in modo diretto. La linea elettrica di collegamento da unità produttrice e di consumo però non può essere più lunga di 10 km.

La valorizzazione dell’autoconsumo

Un’altra novità sulle comunità energetiche introdotte dalla delibera 727 di Arera riguarda l’autoconsumo. La delibera di Arera infatti completa e semplifica il quadro normativo inerente la valorizzazione dell’autoconsumo (ne parliamo meglio qui). In questo modo prova a rispondere in modo decisivo e quanto mai tempestivo alle sfide della transizione energetica.

Conclusioni

Nonostante lo scetticismo di molti pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini, concordano nel fatto che le comunità energetiche rinnovabili rappresentano un tassello fondamentale per un cambiamento radicale che aiuti le famiglie e le comunità stesse.

Anche da un punto vista economico, le novità apportate dalle comunità energetiche, potrebbero avere un risvolto positivo. Questo settore infatti necessiterà anche di nuovi servizi e quindi nuovi impieghi e lavori. Servizi e lavori che oltre a fornire nuove opportunità di business hanno anche il nobile obiettivo di donare un benessere più stabile e duraturo a tutta la collettività.

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