PNRR e comunità energetiche: i nuovi modelli di crescita

PNRR e comunità energetiche: i nuovi modelli di crescita

Gli obiettivi di Agenda 2030 si legano ancora di più a quelli del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza grazie a strumenti che favoriscono il ricorso alle rinnovabili. PNRR e comunità energetiche sono sempre più due facce della stessa medaglia.

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PNRR e comunità energetiche sono due aspetti che si stanno legando sempre di più tra loro. Questo anche grazie agli obiettivi stabiliti nell’Agenda 2030 per raggiungere i quali è necessario favorire il maggior ricorso alle fonti rinnovabili. In questo contesto è quindi logico che il ruolo giocato dalle C.E.R. sia sempre più centrale.

Le comunità energetiche non sono una novità degli ultimi anni. A ben vedere infatti questa realtà è normata da diversi anni, a partire dalla direttiva (UE) 2018/2001 – RED2. E’ proprio questa direttiva infatti a richiedere agli stati membri dell’UE il sostegno a comunità organizzate di utenti che collaborano tra loro per produrre, consumare e gestire energia pulita attraverso uno o più impianti locali. Ma questo è solo un esempio della normativa che investe le C.E.R.

Il Decreto Milleproroghe 162/2019 infatti aveva provato a suo tempo ad introdurre nel nostro Paese le CER, con scarsi risultati nella attuazione. Basti pensare che Legambiente ha finora mappato 100 comunità rinnovabili sul territorio italiano, di cui circa un terzo attive.

Mentre il legislatore è ancora al lavoro su nuove norme più definite e precise, intanto emerge il ruolo del PNRR a sostegno delle comunità energetiche. In questo approfondimento appunto ci concentriamo sul rapporto tra PNRR e comunità energetiche e sui fondi che il primo stanzia per le seconde. Fondi che se adoperati nella maniera adeguata possono rappresentare un volano non indifferente per la nostra economia.

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PNRR e Comunità energetiche: come favorire la loro diffusione?

Il PNRR prevede di intervenire:

“accelerando lo sviluppo di comunità energetiche e sistemi distribuiti di piccola taglia, particolarmente rilevanti in un Paese che sconta molte limitazioni nella disponibilità e utilizzo di grandi terreni ai fini energetici”.

In particolare, il PNRR cerca di favorire la diffusione delle Comunità Energetiche tramite la sua componente M2C2.1 e l’investimento 1.2. All’interno del provvedimento emerge come il PNRR stanzi 2,2 miliardi di euro per finanziamenti al 100% per impianti fotovoltaici e configurazioni di autoconsumo collettivo e comunità energetiche.

Questi fondi sono così suddivisi:

  • 1.600 milioni alle comunità di energia rinnovabile;
  • 600 milioni per l’autoconsumo collettivo.

Proprio a fine dicembre, il MASE, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha reso noto come, di concerto con la Commissione Europea, tali risorse saranno erogate a fondo perduto (come abbiamo spiegato meglio qui). Un risultato eccezionale che il ministro Pichetto Fratin ha celebrato così:

“Si tratta di un grande risultato reso possibile dal dialogo e dal confronto, che ha consentito al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di recepire gli input arrivati in questo senso dalle numerose parti interessate alle comunità energetiche pronte a essere attivate su tutto il territorio nazionale.”

Tuttavia il rapporto tra PNRR e comunità energetiche che abbiamo spiegato qui sopra non basta alla loro diffusione. Manca ad oggi un decreto, sempre da parte del MASE, che possa sbloccare una serie di ostacoli tecnici e burocratici.

Tempistiche e iniziative regionali

Per quanto riguarda le comunità energetiche quindi non basta solo stanziare fondi  (anche se a fondo perduto) tramite il PNRR. Come abbiamo avuto modo di spiegare è anche necessario approvare un decreto ad hoc per il quale pesano i ritardi accumulati. Inoltre, proprio in tema di PNRR e comunità energetiche, c’è da tenere in forte considerazione le scadenze previste proprio dal PNRR.

In particolare segnaliamo le seguenti scadenze: 

  • 31 dicembre 2025 per la stipula dei contratti per realizzare gli interventi;
  • 2026 per il raggiungimento di un target di 2500 GWh di capacità installata nei comuni con meno di 5.000 abitanti.

Ed è proprio per sfruttare il PNRR e favorire le comunità energetiche che diverse Regioni, come Lombardia ed Emilia-Romagna, si stanno già muovendo. Come? Anticipando la pianificazione per fornire contributi attraverso risorse esterne al PNRR.

Un nuovo modello di sviluppo: le Comunità Energetiche

Le CER, insieme alle green communities, rappresentano un nuovo paradigma di sostenibilità e di rapporto tra comunità. Il PNRR in questo caso può davvero rappresentare quell’acceleratore che finora è mancato per il raggiungimento degli obiettivi.

Sarà tuttavia necessario, calibrare con velocità ed efficacia eventuali aggiustamenti, per non correre il rischio di perdere risorse preziose. All’orizzonte infatti ci sono già diverse rimodulazioni di fondi, tempistiche governance.

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